Philippe de Frank è un artista contemporaneo il cui lavoro si distingue per un approccio intuitivo e immaginario alla dimensione della bellezza e della verità, fortemente radicato nella riflessione sulla natura più propria all'essere umano, la spiritualità e la dimensione cosmica. Le opere sono come frammenti di una narrazione sulla bellezza e sulla purezza; le situazioni descritte nei dipinti conferiscono in aggiunta all'effetto estetico la rivelazione del senso spirituale dell'opera. Le figure femminili tralucono il senso della loro innocenza, della loro delicatezza, ma anche della loro intangibilità, come in "Donne delicate e intoccabili". Tematiche ricorrenti: Figure femminili e archetipi: molte opere raffigurano sempre "esseri femminili", donne che appaiono sorridenti ma serie, semplici ma sapienti, rappresentando archetipi universali della sincerità, e della saggezza, che si rivolgono a spiriti affini dell Terra in un "entanglement" nella mediazione dell'arte. Ed evocano una continuità tra la dimensione terrena e quella celeste, tra esperienza dell'opera d'arte e intuizione estetica e arricchimento spirituale. Gli esseri femminili che abitano il pianeta A1 della galassia di Andromeda sono quindi superiori, vivono privi della conoscenza e dell'esperienza del male, in modo naturale, pieni di dignità e sapienza; il loro mondo l'artista lo suppone nascere anni luce prima, quando questi esseri femminili rifiutarono la soggezione ad esseri maschili 'minori' del loro mondo, capaci di ogni violenza e di ogni male, come sulla Terra ed emigrarono su A1, un pianeta della Galassia di Andromeda. I pochi esseri maschili presenti sul pianeta A1 sono infatti puri e superiori anch'essi, come appare in "Girl meets rare boy".
Universalità e cosmologia: opere come "Antea, la prima rivelazione" e tante altre, esplorano la vita delle donne superiori nei cieli stellati della Galassia, suggerendo un legame tra l’umano e il cosmico, in una visione metafisica dove i soggetti rappresentati metaforicamente evocano le risonanze universali del significato della loro presenza.
Intuizione estetica e visione morale: De Frank porta a interpretare la realtà attraverso l'entanglement fra le anime affini e gli esseri di Andromeda, in un canale indeducibile di intuizione, dove l’estetica diventa strumento di comprensione morale e spirituale.
La maternità: L'essere femminile di Philippe de Frank è sovente anche una madre: spesso l'artista raffigura teneramente mamme con neonati o con bambini in braccio, come a voler sottolineare che lì stia l'essenza della verità della sua arte, fatta di purezza e di spontanea tenerezza, come in "Mother with child and horse" o "Mother and child in her arms".
Stile e linguaggio visivo: I dipinti a combinano realismo figurativo con simbolismo poetico, creando immagini che stimolano sia la contemplazione estetica sia la riflessione filosofica. Il colore e la composizione accentuano l’armonia, la serenità e la profondità emotiva.
In sintesi, I lavori di De Frank invitano a un’esperienza interpretativa personale e intuitiva, dove lo spettatore è chiamato a percepire un'immagine perduta del bene, del bello e della verità, mediante le rappresentazioni della vita in natura di esseri femminili puri, bellissimi e sapienti, privi della conoscenza e dell'esperienza del male, che vivono in un cosmo di pura pace, nella verità necessaria smarrita dall'uomo della Terra. Il significato delle sue opere ruota dunque attorno a bellezza, purezza, spiritualità universale, e connessione tra dimensione terrena e celeste, come mostrano in particolare le due tele, "Earth's woman frrom Japan meets pure and superior female being in Andromeda galaxy" e nella tela "Andromeda Angel visits a young Earths woman". Philippe De Frank invita quindi a vedere i suoi dipinti non solo nell'effetto estetico immediato della coscienza, come rappresentazioni visive, ma come esperienze di verità, cioè capaci a chi assiste ed entra in contatto con esse di rivelare qualcosa della verità sull’umanità e sull’universo.
Philippe De Frank presenta alcune affinità con Marc Chagall. Come Chagall, de Frank svincola i suoi personaggi dalla forza di gravità e dalle leggi terrene. Entrambi popolano i propri cieli di figure pure che sembrano esistere, in uno spazio senza tempo, trasformando la tela in un sogno ad occhi aperti. Anche in De Frank troviamo uccellini e piccoli animali raffigurati che fungono da guardiani dell'innocenza di quel mondo. La donna è pure una musa angelica; il legame fra de Frank e Ayu (vedi la tela "Ayu") ricorda quello fra Chagall e sua moglie Bella. In entrambi i casi, la figura femminile cessa di essere un semplice ritratto per divenire un'icona di purezza, protezione e amore salvifico,capace di elevare l'artista (e il fruitore dell'opera) verso le sue proprie ed ineliminabili anche se nascoste e sotterranee, dimensioni di autenticità, in un ambiente di purezza, di vita naturaliter spectata, cioè vista con occhi sinceri e naturali. Philippe De Frank non è tuttavia catalogabile in un singolo movimento, le sue opere mostrano affinità con vari aspetti dell'arte del ‘900 per l'impatto emotivo e il trattamento della forma. In particolare si ricorda Henri Matisse; l'amore per la figura femminile ricorda Pierre A. Renoir.. (Generato con AI e poi corretto)